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Articoli per il tag: ricerca sociale

“Teen’s Voice: miti e valori dei giovani tra scuola, società e lavoro” di Pietro Lucisano e Emiliane Rubat du Mérac

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26 ottobre: Sono stati presentati al Senato i risultati della ricerca “Teen’s voice: miti e valori dei giovani tra scuola, società e lavoro” realizzata e sviluppata dal Salone dello Studente – Campus Orienta, la più significativa manifestazione italiana dedicata all’Education e all’orientamento post-diploma.

“Il Salone dello Studente si è affermato come l’evento di riferimento per il futuro dei giovani, dell’università e del lavoro, con un calendario di manifestazioni che copre tutto l’anno scolastico, l’intera penisola e un’offerta articolata in spazi espositivi e aree dedicate all’incontro delle diverse realtà formative; denso di partecipazioni qualificate ed occasioni di incontro, scambio e riflessione per gli studenti e per i docenti.”

di Domenico Ioppolo, Chief Operating Officer Campus Salone dello Studente

Vai al dossier online di Elena Tebano pubblicato nel Corriere della Sera.

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Rita Caccamo presenta il libro “REBELLION” alla Sapienza

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9788868126070Martedì 31 maggio 2016, dalle ore 15 alle 18, presso l’Aula III della facoltà di Lettere e Filosofia (Piazzale Aldo Moro 5, Roma), si terrà la presentazione del volume della Prof.ssa Rita Caccamo “REBELLION. DAI PUNK AGLI ARTISTI DI STRADA”

Presenta:

  • la Prof.ssa Rita Caccamo

Interviene e conclude:

  • il Prof. Mario Morcellini, direttore CORIS

IL LIBRO: “REBELLION. Dai punk agli artisti di strada”

Questo volume rilegge il fenomeno socio-culturale del punk inglese, in riferimento ad una ricerca sul campo svolta dall’Autrice nel lontano 1980. All’epoca, lo studio ha analizzato il fattore “strutturale” di una comune appartenenza a famiglie operaie e quello “culturale” di una “resistenza simbolica” all’establishment. La nuova versione del saggio sottolinea come la moda e la musica abbiano giocato un ruolo cruciale nella costruzione dell’antagonismo di questi attori sociali. La moda era una maschera che rifletteva la “brutta faccia” della società inglese del tempo. La musica “strillata” era l’espressione del vuoto dei loro ruoli sociali.

Il presente contributo evidenzia pure il carattere controculturale degli artisti di strada, anni Duemila. I loro stili di vita alternativi si sono costruiti nella scelta di un’esistenza e di un’arte senza convenzioni e obblighi istituzionali. Sono spettacolari nelle loro performance. E nomadi del presente.

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