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Il comunismo nella storia europea del XX secolo

by Giovanni Franchi, Tito Forcellese (a cura di)

15.0030.00

Il volume – che esce in occasione dei cento anni dallo scoppio della Rivoluzione russa (1917-2017) – intende prendere di nuovo in considerazione il comunismo, non solo dal punto di vista della storia politica, ma, più in generale, come fenomeno culturale e spirituale della civiltà europea del XX secolo. Per fare, come è necessario, pienamente i conti con il comunismo, non si può prescindere da un riesame approfondito di ciò che i curatori chiamano nell’Introduzione il “pregiudizio positivo” di cui esso ha goduto e continua a godere nel mondo della politica e della cultura del Vecchio Continente. Diventa quindi sempre più impellente rispondere alla questione: perché il comunismo ha sedotto l’intelligenza e l’immaginario di milioni di persone, nonostante gli esiti tragici ai quali il più delle volte ha condotto e il continuo fallimento di ogni progetto sociale ed economico che si era posto? A questa domanda hanno cercato di rispondere alcuni docenti dell’Università di Teramo e di altre sedi accademiche, provenienti da settori scientifici differenti, secondo un approccio interdisciplinare. Attraverso la storia degli eventi politici, lo studio del diritto e le analisi politologiche e filosofiche, gli autori del volume hanno contribuito, nel loro insieme, ad elaborare delle chiavi interpretative in grado di affrontare le implicazioni teoriche e pratiche di un’ideologia come il marxismo-leninismo, le logiche totalitarie che hanno dominato gli ordinamenti del “socialismo reale” e il ruolo dei molteplici fattori (sociali, religiosi ecc.) che li hanno portati al collasso tra gli anni ottanta e novanta del novecento. Ad un livello più profondo, però, la domanda capitale verte su quella forma mentis utopistica e costruttivistica, dominante nella tarda modernità, che ancora ai nostri giorni continua ad influenzare la vita culturale e istituzionale dell’Europa.


Giovanni Franchi, è ricercatore di Filosofia politica presso l’Università degli Studi di Teramo dove insegna Analisi filosofica della politica. Studioso del pensiero di O. Spann, E. Voegelin, A. Dempf, i suoi campi di ricerca sono la dottrina sociale della Chiesa tra otto e novecento, la teologia politica, l’etica della cultura e la critica filosofica delle ideologie. Dal 2013 è membro del Römisches Institut der Görres-Gesellschaft. Tra le sue ultime pubblicazioni: Bonum Ordinis. Studi di etica sociale e della cultura (Nuova Cultura, 2011) e, con G. Sorgi, la voce Pace per l’Enciclopedia di Bioetica e di Scienza Giuridica (ESI, 2016, vol. X). Ha curato i volumi Othmar Spann. La scienza dell’intero (Nuova Cultura, 2012) e con T. Forcellese e A. Macchia, La fine del comunismo in Europa. Regimi e dissidenze 1956-1989 (Rubbettino, 2016).

Tito Forcellese, è ricercatore di Storia delle istituzioni politiche presso l’Università degli Studi di Teramo dove insegna Istituzioni politiche e amministrative comparate. I suoi campi di ricerca sono la rappresentanza parlamentare, la storia elettorale, i Governi e Ministeri, il cattolicesimo e la democrazia cristiana, le istituzioni sportive, i regimi totalitari comunisti e la dissidenza. È socio della Sissco (Società italiana per lo studio della storia contemporanea). Tra le sue ultime pubblicazioni: La mancata introduzione della proporzionale alle elezioni amministrative del 1920. L’invenzione del premio di maggioranza, «Le Carte e la Storia», 1/2015, pp. 81-98; Nascita e sviluppo dell’Uomo qualunque: la precarietà dell’“antipolitica”, «Diritto pubblico comparato e europeo» (DPCE), 3/2015, pp. 599-618. Con G. Franchi e A. Macchia ha curato il volume La fine del comunismo in Europa. Regimi e dissidenze 1956-1989 (Rubbettino, 2016).

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Additional Information

ISBN Digital9788868129774
ISBN Print9788868128227
Publication Year2017
Pages342
Dimensions17 x 24 cm
Weight0.478 Kg
ColourB/N

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Text adopted byUniversità di Teramo

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