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La campagna di Tunisia 1942-1943

di Pierivo Facchini

18.00

Anno 1942, dopo quasi due anni di combattimento il Teatro Mediterraneo e Nordafricano, considerato inizialmente di secondaria importanza, diviene di primario interesse per entrambi i contendenti. Gli Alleati comprendono che l’Africa Settentrionale rappresenta l’ulteriore fronte che deve essere aperto allo scopo di distogliere le forze dell’Asse dagli altri fronti (come promesso a Stalin) e di favorire la penetrazione nel continente europeo (secondo l’approccio strategico “indiretto” tanto caro allo Stato Maggiore inglese). Di contro, per le forze dell’Asse il controllo del Nord Africa rappresenta, non solo la porta privilegiata per il Medio Oriente ed i suoi giacimenti ma, soprattutto, la possibilità di eliminare la minaccia alleata nel Mediterraneo e scongiurare uno sbarco nell’Europa Meridionale. Il mese di novembre 1942 rappresenta il punto di volta delle operazioni in Africa Settentrionale. L’Armata Corazzata Italo-Tedesca (A.C.I.T.) comandata dal Feldmaresciallo Rommel, dopo la sconfitta subita nella seconda battaglia di El Alamein inizia la sua ritirata verso la Libia (4 novembre), quattro giorni dopo gli Alleati sbarcano nel Marocco Francese ed in Algeria (Operazione Torch) e soli tre giorni dopo, con inaspettata rapidità, le forze dell’Asse avviano un ponte aero-navale con la Tunisia che in breve gli consente di consolidare una testa di ponte includente Biserta e Tunisi ed a porre in sicurezza la linea di collegamento con la Libia. Ha così inizio la Campagna di Tunisia che, a dispetto della veloce corsa verso Tunisi prevista dagli Alleati per accerchiare ed annientare l’A.C.I.T., si trasforma, per la tenace resistenza offerta dalle armate italo-tedesche al fine di respingere gli Alleati od, almeno, di ritardare l’inevitabile invasione della penisola italica, in una lunga teoria di operazioni belliche. Nel corso dei sei mesi di combattimenti, a felici intuizioni tattiche si contrappongono macroscopici errori a livello strategico, operativo e tattico che influenzano il corso della campagna portando alternativamente una delle due parti vicina al raggiungimento del proprio obiettivo. Una campagna che ha influenzato significativamente le sorti dell’intera Seconda Guerra Mondiale; la cattura delle due importanti ed esperte armate e la perdita di 12.200 uomini tra morti e dispersi (contro i circa 35.238 uomini tra morti e dispersi tra gli Alleati), apre le porte agli Alleati per invadere l’Italia ed aprire un nuovo fronte direttamente in Europa. Il libro, oltre a ricostruire cronologicamente le varie operazioni, fornisce un’analisi alquanto dettagliata della vicenda storica per ottenere degli ammaestramenti che dal punto di vista strategico, operativo e tattico possano essere tutt’oggi validi..

 

Pierivo Facchini Ufficiale Superiore dell’Aeronautica Militare, sin da ragazzo è stato sempre appassionato di storia ed archeologia. Arruolato nel 1987, ha conseguito la specializzazione di Controllore del Traffico Aereo. Nel corso della carriera ha ricoperto l’incarico di Insegnate per la materia “Traffico Aereo” e di responsabile del settore della redazione delle procedure strumentali di volo. Oltre ai previsti corsi professionali, si menziona la frequenza al 9° Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze al termine del quale è stato trasferito presso l’omonimo Istituto ove ha prestato servizio in qualità di Tutor. In precedenza ha preparato pubblicazioni di carattere tecnico inerenti il Controllo del Traffico Aereo e vari articoli di natura scientifica e storica. La Campagna di Tunisia rappresenta il suo primo “saggio” storico. Nato a Roma nel 1965, ove vive con la moglie Marie ed i due figli Fabiana ed Alessandro.

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Additional Information

ISBN Cartaceo9788861344471
Anno di edizione2010
Pagine258
Dimensioni24 × 17 cm
Peso0.446 Kg
ColoreB/N

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