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Il rione Esquilino di Roma

Letture, rappresentazioni e pratiche di uno spazio urbano polisemico

di Tiziana Banini (a cura di)

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In che modo e in quale misura l’Esquilino è al tempo stesso lo spazio del degrado, della convivenza interetnica e della cittadinanza attiva raccontato da siti web, televisione e stampa periodica? In una prospettiva di ampio senso, quali immagini parallele ne emergono dalla letteratura, dall’arte, dal cinema, dalla musica, dai cosiddetti social? Quali connotati gli attribuisce la gente che ci vive e lavora? Cosa rende l’Esquilino uno spazio attrattivo per abitarci o per svolgere attività economiche, culturali o sociali? Questo libro racconta l’Esquilino utilizzando non solo documenti storici, dati statistici e cartografie, ma anche le rappresentazioni che ne sono state fornite (sotto forma di immagini, articoli della stampa periodica, film, opere letterarie, manifestazioni artistiche) e le auto-rappresentazioni di abitanti e attori locali. Si tratta di una ricerca transdisciplinare per eccellenza, poiché diverse discipline (Etnomusicologia, Geografia, Letteratura italiana, Storia contemporanea, Storia dell’arte e Storia del cinema) hanno lavorato sul medesimo ambito territoriale, ognuna impiegando le proprie prassi e metodologie, ma condividendo il proposito di offrire uno spaccato rappresentativo di questo singolare spazio urbano. Pur essendo strutturato per sezioni disciplinari, il volume contiene rimandi intertestuali (collegamenti tra testi scritti) che consentono un’esplorazione soggettiva transdisciplinare, suscettibile di generare movimento e dinamismo nell’esperienza di lettura ovvero di aprire continuamente nuove cornici di senso. Obiettivo del libro – esito di un progetto di ricerca finanziato da Sapienza Università di Roma – è stato proprio quello di evidenziare le infinite polisemie dell’Esquilino, stabilendo connessioni tra aspetti apparentemente molto distanti tra loro: dalla presenza immigrata alla razzia del 16 ottobre 1943, dai soundscapes di strade e piazze al Pasticciaccio brutto de via Merulana, dalle iconografie pittoriche ai toponimi, dalle grandi ville aristocratiche alle indimenticabili produzioni del cinema neorealista.

Tiziana Banini insegna Geografia ambientale e Geografia culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Sapienza Università di Roma. Coordinatrice nazionale del Gruppo di Ricerca “Identità territoriali”, istituito nell’ambito dell’A.Ge.I. (Associazione dei Geografi Italiani), si occupa in particolare di processi socio-ambientali e socio-territoriali. Per le Edizioni Nuova Cultura ha curato il volume Mosaici identitari. Dagli italiani a Vancouver alla kreppa islandese (2011).

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Additional Information

ISBN Digitale9788833652368
ISBN Cartaceo9788833651873
Anno di edizione2019
Pagine264
Dimensioni17 × 24 cm
Peso0.369 Kg
ColoreQuadricromia

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